Bella via di forte impegno alpinistico sia per le difficoltà tecniche che per la qualità della roccia, non sempre buona. Sale la parete Est con percorso intelligente, sviluppandosi più o meno nella sua sezione centrale a sinistra di una caratteristica fessura ad arco. Gli apritori hanno fatto ricorso agli spit ma occorre portare con sé dadi, friends e chiodi.
Itinerario interessante, su roccia quasi sempre buona, che nella prima parte attraversa il grosso pilastro a destra della parete, nella seconda sale un tratto in comune con altre vie e poi trova un’uscita autonoma. Si tratta di una bella ascensione ed è sostanzialmente attrezzata. Portare comunque con sé l’equipaggiamento standard del buon rocciatore.
Una bella via che hai il pregio di esplorare una zona di parete interessante ma trascurata; sale sulla sinistra della parete ovest dell’Anticima Nord, caratterizzata in alto da una poco rassicurante macchina gialla (che comunque la via schiva). Non presenta difficoltà troppo elevate, ma le scarse possibilità di protezione ne fanno un itinerario da affrontare con cautela; l’arrampicata si svolge sovente in aperta parete, a volte con placche articolate ; la roccia è buona, anche ottima nei tratti difficili, ma attenzione ai depositi di pietrisco sulle cengie che la corda potrebbe smuovere. Dei 7 chiodi usati per la progressione ne sono stati lasciati 4, mentre tutti quelli piantati per le soste sono ancora in loco (uno solo sulla settima); bisogna dunque portare qualche chiodo, dadi e friends.
La via percorrere il centrale dei tre evidenti cammini che caratterizzano questa prima porzione della parete Est con arrampicata un po’ faticosa su difficoltà classiche. Come la “Graziosi - Alessandri” anche questa termina in corrispondenza della sezione superiore dello Spigolo SSE.
Si tratta di un itinerario breve e tutta via gradevole e interessante soprattutto nella sua parte finale. Secondo una consuetudine ormai consolidata vi si accede dopo aver percorso le prime tre lunghezze dello “Sperone Centrale” che sale alla sua destra. Le sosta sono attrezzate a spit.
Il settore sinistro della parete Est è solcato da profondi camini d’aspetto dolomitico; a destra di questi roccia compatta, che questa via risale con arrampicata sostenuta. È la via più difficile della parete Est ma gode anche della roccia migliore ed è ben attrezzata con spit e chiodi.
Piacevole via su roccia ottima; prende avvio per un diedro alla base del Torrione Aquila (Pilastro di Sinistra), ma poi si dirige verso Punta dei Due e la scala per il suo settore destro. I chiodi usati dagli apritori sono stati lasciati in parete.
La parete Est della Vetta Occidentale è caratterizzata nella sua parte sinistra da un monumentale diedro sbarrato da un grande tetto; questo itinerario lo risale.
È la vera diretta della parete; la via infatti segue la lunga ed evidente fessura verticale che attraversa interamente la parte bassa della Est (di cui invece la “Diretta Consiglio” segue solo il tratto iniziale); prosegue poi verso la vetta con tracciato sempre rettilineo.
Dal punto di vista storico è la via simbolo della parete, uno dei primi sesti gradi al Gran Sasso.
Sale le compatte placche intervallate da cengia del settore sinistri della Est di Punta dei Due. L’ultimo tiro, assai più duro dei precedenti, si può risolvere in artificiale. Roccia ottima.
Itinerario divertente su roccia buona che attraversa la parete Est di Punta dei Due.
Via storica del Corno Piccolo, divertente, varia e panoramica. Discontinua nelle difficoltà ma consigliabile come facile primo approccio all’arrampicata. Si svolge lungo l’articolata cresta Sud del Corno Piccolo dalla Sella dei Due Corni fino alle scalette della Ferrata Danesi, aggirando la Punta dei Due, il Torrione Aquila e la Torre Cicchetti prima sul versante est (la prima Punta), poi su quello ovest (le successive due).
Via classica che segue una serie continua di fessure, e quindi la via è logica ed è difficile perdersi.
La via, varia e divertente, taglia la parete est di Punta dei Due con costanti spostamenti a destra e superando i vari salti che la caratterizzano. Roccia buona.